Censura (di) sinistra in RAI

Paolo Emilio Russo, da Libero del 5 novembre 2005

Pierluigi Diaco, il giornalista censuratoVietato criticare Romano Prodi. Alla Rai semplicemente non si può, non si deve. Altrimenti si incorre in un richiamo scritto del direttore di testata. Nemmeno quando si riconosce che la critica è legittima come nel caso che stiamo per raccontare. Tutto comincia l' 11 ottobre scorso. Pierluigi Diaco, conduttore di " Rai 21.15" su Rai News 24, dedica una puntata della sua trasmissione di approfondimento politico alle primarie dell'Ulivo. Nello studio di Saxa Rubra erano passati tutti e sei i candidati a discutere dei loro programmi in vista dell'appuntamento. Fausto Bertinotti, Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Ivan Scalfarotto e Simona Panzino rispondono all'appello e si presentano all'appuntamento. Romano Prodi viene invitato per la puntata finale, quella " riassuntiva", ma non si fa vedere. Nonostante le proteste contro la Rai accusata, giusto qualche giorno prima, di dare poco spazio all'iniziativa politica del centrosinistra. La trasmissione, comunque, si fa lo stesso. Si accendono le telecamere. Diaco, firmatario dell'appello al voto per Prodi alle primarie e già autore di un'intervista al Professore nella Fabbrica del programma, segnala ai telespettatori l'assenza del Professore. Era stato invitato e non si è presentato, dice. È l'unico. In studio ci sono Gigi Moncalvo, Furio Colombo, Giuseppe Giulietti e anche il " censurato" Oliviero Beha. Diaco non nasconde il suo disappunto per l'assenza del leader dell'Ulivo. Anche gli ospiti vogliono dire la loro. Se ne parla per otto minuti. Poi si passa alla trasmissione vera e propria, il confronto tra i vari programmi. Normale dialettica, libertà dell'artista di dire la sua? Per il direttore di Rai News 24, Roberto Morrione*, no. Il fatto di aver aperto la trasmissione stigmatizzando l'assenza del Professore, di cui il direttore di rete è stato portavoce, è considerato « sconcertante e fuori posto » . È di qualche giorno fa la decisione del direttore di rete di chiudere anticipatamente " Rai 21.15". La trasmissione non sarà in onda, come previsto, durante la campagna elettorale. Morrione rivendica « autonomia di giudizio » sui palinesti, ma molti sospettano che dietro alla decisione ci siano le pressioni del sindacato Usigrai e una lotta senza quartiere tra il Professore e i Ds sull'informazione. Diaco sarebbe " colpevole" di co- condurre un programma radiofonico con Piero Fassino. Il consiglio di amministrazione ha chiesto di visionare le carte, ha acquisito copia dei contratti e della corrispondenza di Rai News 24. Così è spuntata fuori una lettera autografa ( qui l'integrale) che Morrione ha spedito alla redazione di " Rai 21.15" lo scorso 12 ottobre, il giorno dopo la trasmissione " incriminata". Un richiamo scritto per il modo in cui Diaco « ha voluto esprimere a ogni costo il disappunto e la protesta per la mancata presenza di Prodi » . Doveva starsene zitto: « Penso tu abbia esagerato » , si legge. Il perché il direttore lo scrive nero su bianco al conduttore e agli autori della trasmissione: « Devo farTi notare che le puntate di " Rai 21.15" passano, ma il ruolo di Prodi, in modi vari, resta centrale nella situazione italiana e che Rai News 24 ( e il suo Direttore, ovviamente) non intende essere scambiato né per un appiattito sostenitore, né per un amico rancoroso, né per un avversario » . Si può scherzare con tutti, insomma, ma non col leader dell'Ulivo. E pensare che il Professore non se l'era presa per niente: « Nessuno dello staff, nè tanto meno lui si è fatto vivo » , ammette Morrione. Del resto, scrive il direttore nella lettera, l'atteggiamento di Prodi non era stato molto collaborativo: « Trovo personalmente irritante e antipatico che Prodi non abbia ritenuto di fare una telefonata, registrata o in diretta » . Eppure Diaco è stato richiamato a « contenere impulsi ed espressioni televisive che, anche quando mossi da motivazioni comprensibili, non sono di alcun aiuto presso il pubblico e rischiano di compromettere l'immagine di Rai News 24 » . Quale immagine? Quella di rete prodiana per eccellenza, si intuisce.

* Roberto Morrione, direttore di RAI News, è stato il portavoce di Prodi quando questi era primo ministro